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PROTEZIONE CIVILE: PERITI AGRARI PRESENTI

 

Che la Protezione Civile in Italia sia considerata una “Madre” nobile del nostro Paese, efficiente, attrezzata, organizzata, pronta a intervenire in tempi brevi sui luoghi delle calamità, naturali, sanitarie o dei grandi disastri lo riconoscono tutti. Dalla Centrale Operativa, sotto il diretto controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Protezione Civile con le sue strutture, mobilitando in modo organico e finalizzato tutte le risorse nazionali pubbliche, associate o private, è in tempi brevi pronta ad affrontare qualsiasi emergenza.

Ricordo uno di quegli eventi che grazie ad un grande uomo, Giuseppe Zamberletti portò l’Italia nel 1982 ha istituire il Dipartimento, il terremoto del Friuli. Lo vidi da militare per poche ore, mi rimase nel cuore per sempre. 

Ricordo le migliaia di volontari arrivati armati del solo valore della solidarietà, ma disorganizzati, che trovarono ad accoglierli, le forze armate (allora la leva era obbligatoria), le istituzioni locali colpite ma non vinte, e l’ottima organizzazione dell’Associazione Nazionale Alpini. Alcuni volontari, un poco improvvisati, furono invitati a tornare a casa perché non potevano essere attrezzati per svolgere i lavori di rimozione delle macerie. Si esaurirono persino i badili.

Eppure da quel dramma e dal successivo terremoto dell’Irpinia, l’Italia iniziò a pensare ad una macchina della solidarietà e diffusamente organizzata su tutto il territorio del nostro Paese pronta ad intervenire in quei luoghi contro cui si accaniscono le forze della natura, le epidemie, i grandi disastri industriali e infrastrutturali. 

La forza della Macchina felice della Protezione Civile fu, ed è, proprio quel saper coinvolgere quanti hanno qualcosa da offrire in quel tempo e in quel luogo per affrontare i problemi alleviando, e in qualche caso risolvendo, emergenze altrimenti isolanti e isolate. 

E se i luoghi altamente abitati creano notevoli e complesse modalità di intervento, un terremoto in città coinvolge certamente un numero elevato di cittadini, non meno rilevanti sono quegli interventi che pur avendo la priorità di salvare vite e dare loro un’immediata soluzione di vita dignitosa e sicura devono altrettanto metter in atto azioni altrettanto tempestive che permettano alle campagne di continuare le attività delle coltivazioni e degli allevamenti. 

È difficile dimenticare gli imprenditori agricoli che terremotati, nelle zone del centro Italia, nell’alta valle del Tronto, dei monti Sibillini, dei monti della Laga e dei monti dell’Alto Aterno (le macerie di Amatrice e Accumuli sono immagine ancor vive nei nostri occhi), vivevano in giacigli di fortuna per non abbandonare quel bene che rappresentava la loro vita e la vita delle loro famiglie, i loro allevamenti, le loro aziende agricole.

Aggiungo che la loro presenza rappresenta la testimonianza più alta di presidio di attività umana che frena, rallenta e molte volte combatte contro il degrado e l’abbandono ambientale. Imprese che svolgono anche un ruolo sociale unico e insostituibile.  Aziende lasciate sole, in difficoltà proprio perché, nessuno aveva capito il valore di quei presidi agricoli. 

Con la consapevolezza della forza e solidità delle nostre professionalità, delle nostre sensibilità, della nostra capacità organizzativa, sollecitati da colleghi come Daniele Ferri, che si è da subito messo a disposizione con passione ed esperienza, ci siamo presentati alla Protezione Civile per offrire una competenza che certamente arricchirà la straordinaria organizzazione del Dipartimento. Contributo, il nostro, da subito apprezzato dai funzionari del Dipartimento che ci hanno incontrato.

I Periti Agrari, sanno che la loro esperienza e la loro competenza professionale, nonché l’organizzazione del Collegio a livello territoriale è un riferimento, una garanzia certa per quegli interventi che la Protezione Civile ha affrontato e dovrà affrontare quando calamità naturali coinvolgeranno il nostro territorio rurale e non solo.

Per questo abbiamo manifestato al Dipartimento la nostra disponibilità a sottoscrivere un protocollo d’intesa per offrire quelle competenze che possano contribuire a dare speranza al mondo rurale di fronte ad imprevedibili eventi calamitosi.

Il Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati forte di esperienze consolidate e diffuse sul territorio nazionale sono certi che a breve potranno entrare nella grande “famiglia” dell’Italia che sa civilmente Proteggersi, sottoscrivendo quel protocollo d’intesa che rappresenta la migliore stretta di mano fra istituzioni e società per un valore, la solidarietà e l’impegno civile, che sono la massima espressione del “bene comune”, che insieme siamo chiamati a costruire.

All’appello della Protezione Civile i Periti Agrari rispondono “presente”.

 

 

 

 

 

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