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AL ZANELLI DI REGGIO EMILIA SI RECUPERANO E CONSERVANO ESSENZE AUTOCTONE DI CUCURBITACEE

La conservazione della biodiversità passa anche attraverso l’impegno straordinario, spesso silenzioso, di imprenditori, lobbisti appassionati e … anche Istituti Tecnici Agrari. Queste realtà rappresentano certamente un fiore all’occhiello delle scuole agrarie perché hanno oltrepassato il fossato della missione educativa per diramarsi fra gli interstizi della “ricerca”.

Lo Zanelli è ormai un “soggetto” riconosciuto perché in pochi anni di appassionata e scientifica ricerca è riuscito a recuperare alcune varietà di melone, di angurie e la zucca “cappello del prete”. Varietà che sono entrate nel registro del Ministero dell’Agricoltura.

I risultati, si sa, non vengono mai raggiunti per incidente, non si arriva al fondo valle travolti da una valanga, anche se si arriva prima, ma percorrendo con passo costante sentieri impegnativi, impervi ma sicuri.

Ed allora si comprende la soddisfazione della preside della Zanelli (com’è bello chiamarla ancora così) la Prof.ssa Braglia, e soprattutto del nostro Collega consigliere del Collegio di Reggio Emilia, direttore della bella e funzionale azienda agraria dell’Istituto Galli (Daniele). Al suo fianco non poteva mancare il chimico Mirco Marconi che dai laboratori si è immerso nel progetto del recupero e valorizzazione delle rare varietà di cucurbitacee.

Ottenere un risultato importante qualifica l’impegno soprattutto perché lascia tracce indelebili delle qualità professionali espresse.

La regia e sua. Il Collega Daniele (Galli), onorato della prestigiosa presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura, la competente e brava Caselli, ha affidato a Lei l’introduzione del convegno. Gli argomenti, concreti, non le sono mancati sapendo che gli ITA per queste ricerche possono avvalersi del sostegno della Regione (fosse così in tutta Italia!!!). La Sua presenza che si è protratta per tutta la mattinata ha dato la misura dell’attenzione che le istituzioni pubbliche dovrebbero prestare alla scuola. Da questi luoghi dell’educazione e della professionalizzazione passa la certezza del rinnovo generazionale delle imprese dei professionisti e il loro evolversi verso una società moderna e equa.

Certamente nel merito dei temi del convegno la relazione della ricercatrice del CREA-DC da D.ssa Sommovigo (Alessandra), una di quelle persone che trasudano la loro passione ed il loro lavoro. Si sentono, cioè, protagoniste di una storia che fa evolvere la storia perpetuando la storia dell’agricoltura, ha inquadrato criticamente una normativa eccessiva e qualche volta complessa e contraddittoria sulla produzione, commercializzazione, conservazione delle sementi.

E’ toccato quindi alla D.ssa Bussi (Bettina) di Rete dei Semi Rurali declinare la complessità e la straordinarietà della produzione di semi di varietà che potrebbero “erodersi” (in genetica si parla di perdita di patrimonio genetico). La Rete dei Semi Rurali, diffusa nel mondo, svolge certamente un ruolo di grande rilevanza per conservare questo unico patrimonio di biodiversità che vive comunque una permanente evoluzione.

Ma ad un appuntamento così importante non poteva mancare la voce di Slow Food. La presidente Prof.ssa Donati (Raffaella), già docente universitaria di pedagogia, presentando le attività e il ruolo dell’Associazione, diffusa in tutto il mondo, non poteva non portare il proprio contributo di esperienza che genera “presidi” come guardie della biodiversità e della qualità del vivere.

E se tutto questo avviene sotto il vigile e partecipato impegno del Presidente di Reggio Emilia, Fabrizio (Piumi) si comprende come il Collegio sia un fertilizzante della Scuola e la Scuola ne riconosca e apprezzi il ruolo. La classe dirigente di qualità, del resto, si afferma in percorsi che siano diffusamente riconosciuti.

Se c’è un campo da coltivare per rendere fruttuoso le qualità della nostra categoria questo è la scuola … la scuola … la scuola la sc……all’infinito

Un incontro di spessore e qualità .. Bravi.

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