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AL QUIRINO - PROFESSIONISTI EUROPEI IN EUROPA

Gli appuntamenti elettorali, qualche volta, servono a risvegliare una qualche attenzione, e forse, un qualche approfondimento in più.

L’Europa, si sa, da tempo è oggetto di “aggressioni” continue. Le perpetrano coloro che la vorrebbero indebolita o meglio distrutta. La concorrenza è globale e chi sta fuori vuole aggredire chi sta dentro. Ma da qualche tempo sembra che i pericoli maggiori al ruolo e al sogno europeo vengano dal proprio interiore. Partiti, movimenti, qualche governo che, come spesso accade, deboli di memoria e di storia, guardano all’Europa come l’ubriaco entra in famiglia. Vuole la tavola imbandita e la signora che lo serva, anche nei suoi piaceri meno nobili.

Ed è per questo che la RPT, alla vigilia del voto Europeo, bene a fatto a organizzare un appuntamento con la “politica” italiana. Evento che si è celebrato al Teatro “Quirino”.

Non si può nascondere come queste occasione, ad qualcuno, possano apparire come consuete sfilate o iniziative consunte e ripetitive, ma ascoltare alcuni i contenuti emersi si avverte nitidamente che i professionisti devono riappropriarsi delle piazze della comunicazione e delle relazioni istituzionali. Solo così quelle distrazioni, ovvero quelle distorte letture, che da troppo tempo  caratterizzano la politica e le istituzioni, possono essere rimosse. Persuadere la politica che la qualità delle professioni intellettuali può riavviare la fiducia e lo sviluppo del Paese è un compito arduo e faticoso, ma forse anche da questi appuntamenti si può avvertire che qualcosa sta cambiando. Si sta avvertendo che forse il limite del tempo, ovvero del “non c’è più tempo” comincia ad essere avvertito anche da una giovane classe politica costretta ad una maturazione accelerata. E senza dimenticarci un poco di autocritica, forse lo stiamo avvertendo anche noi professionisti spesso lontani, rintanati nel nostro crogiuolo quotidiano

L’Europa, lo spirito fondativo Europeo, ci chiamano e noi Professionisti Europei, perchè Professionisti Italiani, il 26 maggio, per non rimanere soli, siamo chiamati a non lasciarla sola.

 

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