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Salone Orientamenti 2020 - Edizione Virtuale

ED ANCORA SULLA CONVENZIONE AGEA CAA “RPT TUTTI PER UNO E UNO PER TUTTI”

 

Finalmente a guidare il SIN arriva un “politico”, tecnico che l’agricoltura la conosce bene avendo vissuto esperienze amministrative locali in una zona considerata la regina del verde mondiale, la provincia di Pistoia. Ma altrettanto l’On Fanucci Edoardo quell’agricoltura l’ha incontrata attraverso la stretta amicizia di imprenditori agricoli, professionisti Periti Agrari che nel mondo e nelle istituzioni portano qualità … qualità …. ed ancora qualità.

La nomina dell’On. Fanucci, s’innesta un periodo di particolare complessità e di altrettanta intensità di tensione fra l’AGEA e i CAA (la maggioranza dei CAA).

Questo avviene per una sorta di inamovibilità dell’attuale direttore di AGEA e del SIN il Dott. Papa Pagliardini.

Una rigidità, la sua, che abbiamo sempre considerato incomprensibile, anche se fosse motivata dal solo elemento strumentale politico. Allo stolto non è dato il dono della lungimiranza. Una rigidità insistente e inamovibile, nemmeno dietro le sollecitazioni del Parlamento, può solo dare la misura di una inconsistenza e una inadeguatezza gestionale di un ente strategico per riavviare l’agroalimentare dopo il coronavirus,

“Confesso che in questo clima di soliloquio, in una impermeabilità al confronto, in una distruttiva incapacità di ascolto, la tentazione sarebbe quella del silenzio”, un silenzio assordante.

Penso però che le ragioni del Direttore AGEA, forse forte anche delle Sue complicità politico/sindacali, abbiano determinato una condizione umiliante del Parlamento e dei suoi esponenti eletti dal “popolo”.

Papa Pagliardini mi perdonerà se ritengo che “anche le parole nobili non riescono a redimere le scelte ignobili e incomprensibili”. Non intendo con questo dissimulare l’impegno di AGEA volto ad una modernizzazione della sua gestione. Ne abbiamo rilevato tutti la necessità e l’urgenza, ma si avverte la chiara sensazione come disse Giolitti che “le leggi per i nemici (poco amici) si applicano e per gli Amici si interpretano”, percependo una fastidiosa sensazione pruriginosa di negativa strumentalità.  Ma il fatto ancor più grave, come chi vivendo in un palazzo dorato, giustifica la propria posizione affermando che lo fa per dare l’esempio a chi vive le periferie, è il goffo tentativo di giustificare la “propria, personale” scelta di azzerare la professione intellettuale con la necessità di razionalizzare il funzionamento del SIAN e della “Sua” AGEA. “Converrà con me l’attuale Direttore AGEA che se si decide che una strada è sbagliata e se ne vuole aprire un’altra, non si vede perché si debba ulteriormente procedere sulla strada sbagliata. Apriamo la strada nuova e vedremo insieme (con il Parlamento, il Governo e le Regioni) nel confronto se siamo capaci di dare al Paese una AGEA degna dei nostri tempi”.

Noi siamo certi che si possa affermare che per migliorare il parto di una nuova AGEA non soccorre la storia del diritto o dei pianificatori salottieri, basta una buona manovalanza operosa e nemmeno di origini troppo nobili.

Ed è una palese e chiara incongruenza portare in dote il vanto delle firme poste sulla convenzione dai CAA, perché non salva nemmeno il pudore di una decisione (la convenzione) intempestiva nella sua applicazione, distonica nella sua collocazione geografica, dicotomica nella sua applicazione. Il Sud così si allontana ancor più dal Nord e lo si riconsegna ad una storia di cui pensavamo averne perso la memoria.

Dobbiamo decidere, allora, se davvero il Parlamento non debba riprendere fra le mani l’AGEA impedendo di consegnare al cuoco di bordo il governo della nave.

Voglio rassicurare il Direttore Papa Pagliardini che avendo il Collegio il diritto e il dovere Costituzionale e Istituzionale di rappresentare e tutelare la “competenza e la qualità professionale” dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati italiani non demorderò dall’inseguire la migliore soluzione per la nostra agricoltura,  ben conoscendo il significato delle parole di un Mio maestro che affermava che “ le idee non valgono per quello che rendono, ma per quel che costano” (Padre Bevilacqua).

Proprio su questa affermazione assume un significato particolare l’affermazione che il Presidente della Rete delle Professioni Tecniche l’Ing. Armando Zambrano ha fatto in sede di Assemblea: “quando si intacca il ruolo e il valore dei professionisti siamo tutti per uno e uno per tutti”. La qualità della Democrazia val bene una decisa ed unita azione di proposta e protesta.

 

 

                                                                                                              Per Agr Braga Mario

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