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FONDAZIONE EDMUND MACH - UN MODELLO PER L’ITALIA

Il teatro della FEM (Fondazione Edmund Mach) è stracolmo di giovani. A presiedere l’evento c’è il Presidente il Prof. Segrè, che non manca mai di sottolineare come appartenga alla “Responsabilità” dei nuovi professionisti, tecnici e imprenditori il promuovere un’agricoltura sostenibile.

Al suo fianco regista instancabile e ispirato, il Direttore Dott. Marco Dal Rì, che da anni accompagna la FEM tenendola per mano, come un padre. E se i frutti si vedono anche in queste occasioni, occorre riconoscere che competenza e passione, soprattutto per le realtà professionalizzanti dell’agroalimentare, debbono trovare una loro riconoscimento specifico. Forse è giunto il tempo di rivedere oltre che gli indirizzi scolastici anche il modello gestionale degli ITA.

La presentazione dell’Annuario, scritto con tutte le mani disponibili degli educatori della FEM, un testo ricco di memoria, di presentazione dei progetti, è stata un’occasione per consegnare al nostro Paese un documento ricco di spunti e qualità educative che possono essere recuperate da tutti coloro che intendono tornare a leggere il passato per affrontare con determinazione e convinzione le sfide del domani. (L’annuario è integralmente leggibile sul sito della Fondazione).

Sono seguiti brevi saluti delle autorità che non hanno mancato di sottolineare il valore dell’Ente per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura e del territorio trentino.

In particolare, la neo Assessora all’Agricoltura della rinnovata Provincia di Trento, Giulia Zanotelli, ha voluto riposizionare il comparto agroalimentare in quel posto primario che da sempre lo rende riconoscibile e apprezzato. A San Michele all’Adige: ricerca, sperimentazione istruzione/formazione professionale, scuola, università costituiscono il “modello”, il riferimento di tutti coloro che vivono o si approcciano alle coltivazioni, agli allevamenti, alle imprese di trasformazione, conservazione e commercializzazione degli alimenti. Senza peraltro trascurare lo stretto connubio fra agricoltura e turismo.

Parole che troppe volte assumono un significato sterile in quanto la relazione fra scuola e il territorio viene enunciata, annunciata, proclamata e ... faticosamente o parzialmente realizzata.

Qui, invece, per dimostrare il valore di una scuola aperta i ragazzi sono stati accompagnati a realizzare progetti in stretta sinergia con il territorio ed in particolare con alcuni Comuni della Val di Non.

La presenza in sala dei Sindaci e di alcuni componenti di Giunta dei Comuni coinvolti da progetti di sostenibilità delle coltivazioni frutticole, ha sancito, ancora una volta, l’assoluto valore della alternanza Scuola-Progetti, Scuola-Studi, Scuola-Lavori, Scuola-Professioni. Per questo alla presentazione e riconoscimento dei traguardi raggiunti dai giovani diplomati e laureati non hanno voluto far mancare la loro presenza e la loro voce, la voce della categoria dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, il Presidente, Mario Braga e il Presidente del Collegio di Trento, Mario Tonidandel, che da queste parti è un apprezzato riferimento. Hanno detto “Oggi avete raggiunto la cima, un traguardo importante, come se aveste scalato in  cordata la Nord della Presanella. Da oggi tenendovi legati alla corda della FEM e della nostra categoria siete chiamati a scalare tutti gli ottomila … senza respiratore.”   

Lo speaker sospinge tutti a correre, il tempo stringe ed il programma è ricchissimo. Le slide corrono veloci e la capacità di sintesi dei ragazzi, sorretta da un evidente entusiasmo, è davvero coinvolgente. Ogni immagine sorretta da una valutazione e da una proposta, e da un modello educativo che ha applicato, oltre che l’alternanza scuola lavoro, anche la simulimpresa, grazie alla disponibilità delle Amministrazioni Comunali coinvolte, ripropone quel tema, in Italia purtroppo indebolito, dello stretto e storico legame fra Istruzione Tecnica Agraria e territorio; fra Scuola Agraria e Azienda Agraria. I volti delle autorità, degli ospiti, e soprattutto dei giovani e degli insegnanti traspirano soddisfazione per quell’ambiente che tutti riconoscono come la loro scuola, come il luogo dal quale partire con un bagaglio di conoscenze e abilità che nel tempo si sono affermate nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un luogo nel quale le tappe e i primi traguardi scolatici e universitari, sono integrati e perfezionati da un’Alta Formazione e da una Formazione professionale d’eccellenza lungo tutto l’arco della vita, al quale tornare.

E volgendo al termine, il momento cerimoniale del riconoscimento di tutti i ragazzi diplomati o laureati che hanno conseguito un risultato d’eccellenza, la manifestazione è stata “insaporita” da premi che organizzazioni culturali, venatorie, ambientali e imprese cooperativistiche hanno assegnato a tesine e studi dei giovani.

Ed alla fine rimane il dolce d’aver incontrato ancora una volta un modello educativo eccellente e l’amaro in bocca per quella burocrazia pedagogica che ingabbia una vera e profonda riforma della straordinarietà e specificità professionalizzanti degli Istituti Tecnici Agrari italiani.

 

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